I dettagli della Tua RSA

dettagli rsa domicilio

Il nostro servizio è personalizzato!

Ci prendiamo cura di ogni particolare

La badante:

  • prendersi cura del malato, facendogli anche compagnia.;
  • sbrigare le faccende domestiche per tenere sempre in ordine la casa e renderla vivibile dal malato;
  • preparare i pasti per il malato agli orari e secondo le indicazioni ricevute dai familiari/medico;
  • assicurare che il malato prenda le medicine alle dosi e agli orari prescritti dal medico;
  • occuparsi dell’igiene della persona,
  • svolgere attività di segretariato sociale, come andare in posta, fare la spesa o pagare le bollette;
  • occuparsi dell’accompagnamento della persona, sia all’interno che all’esterno del domicilio;
  • curare gli aspetti socializzanti della persona.

Altro aspetto fondamentale che deve possedere tutte le badanti che perano nel territorio nazionale è la conoscenza della lingua italiana.

Le badanti di AES Domicilio, possiedono tutte un’ottima ed elevata capacità di comprensione, lettura e scrittura della lingua italiana, in modo che, in caso di necessità, sappia chiamare il 118 e spiegare il problema. La badante deve conoscere bene dove lavora per dare indicazioni precise all’ambulanza, e deve sapere chi, tra i familiari, è la figura di riferimento da chiamare in caso di problemi di qualunque natura.

AES Domicilio attraverso l’ RSA A DOMICILIO e quindi grazie alle sue badanti è di grande aiuto per il familiare, che in questo modo, alleggerito delle proprie incombenze nell’assistenza del proprio caro, ha la possibilità di ritagliarsi del tempo per sé e di recuperare le energie. Se la persona assistita non ha familiari, la badante dell’ RSA A DOMICILIO di AES Domicilio, sarà attenta a cogliere tutti i segnali che possono essere importanti per il medico per capire se le condizioni del paziente migliorano o peggiorano.

AES Domicilio consiglia sempre di prevedere uno spazio per lo scambio d’informazioni e discussioni tra la badante e i familiari, che potranno così trovare il modo per comunicare tutti gli eventuali passaggi di consegna.

Infine le badanti della RSA A DOMICILIO di AES Domicilio saranno sempre incoraggiate e supportate nell’aggiornamento professionale, ricordando che il benessere di chi assiste si riflette sempre sul benessere dell’assistito.

L’infermiere:

  1. assistenza completa dell’infermo;
  2. somministrazione dei medicinali prescritti ed esecuzione dei trattamenti speciali curativi ordinati dal medico;
  3. sorveglianza e somministrazione delle diete;
  4. rilevamento settimanale delle condizioni generali del paziente, del polso, della temperatura, della pressione arteriosa e della frequenza respiratoria;
  5. effettuazione degli esami di laboratorio più semplici;
  6. raccolta, conservazione ed invio in laboratorio del materiale per le ricerche diagnostiche;
  7. disinfezione e sterilizzazione del materiale per l’assistenza diretta al malato;
  8. opera di educazione sanitaria del paziente e dei suoi familiari;
  9. opera di orientamento e di istruzione nei confronti della badante;
  10. interventi d’urgenza (respirazione artificiale, ossigenoterapia, massaggio cardiaco esterno, manovre emostatiche) seguiti da immediata richiesta di intervento medico;
  11. somministrazione dei medicinali prescritti ed esecuzione dei seguenti trattamenti diagnostici e curativi ordinati dal medico.

Il medico geriatra / fisiatra:

Il geriatra è un medico in grado di valutare e gestire i bisogni tipici della terza età in tema di salute. Il compito spesso è reso difficile dal fatto che non è raro, dopo i 65 anni, riscontrare contemporaneamente più problemi di salute che richiederebbero l’intervento di specialisti diversi. Il geriatra evita inoltre che l’assunzione contemporanea di più farmaci finisca per scatenare effetti collaterali o produrre interazioni pericolose.

Quali sono le patologie trattate più spesso dal geriatra?

Fra le patologie con cui un geriatra si trova più spesso ad avere a che fare sono incluse:

  • artrite
  • diabete
  • difficoltà nelle interazioni sociali
  • disturbi della memoria, inclusa la malattia di Alzheimer
  • ipertensione
  • malattie cardiovascolari
  • patologie cognitive

Quali sono le procedure più utilizzate dal geriatra?

Quella del geriatra è una figura medica nota per il suo approccio multidisciplinare alla cura del paziente e al supporto dei familiari. Spesso ci si affida a un vero e proprio team di figure professionali che può includere, oltre al geriatra, esperti come infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali, un nutrizionista, esperti di terapia occupazionale, logopedista e psichiatra. In questo modo è possibile valutare i bisogni medici, sociali ed emotivi del paziente, prestando attenzione anche a problemi contingenti come la perdita di memoria, l’incontinenza, il rischio di cadute e l’eventuale necessità di assistenza per vestirsi e per curare l’igiene personale e l’alimentazione.

Con La RSA a DOMICILIO di AES Domicilio, avrete diritto alla visita mensile di un medico geriatra direttamente presso la vostra abitazione, senza dover prendere nessun appuntamento, o dover attendere lunghissime liste d’attesa.

Potrete eventualmente richiedere, in sostituzione al geriatra, uno specialista di diverso ambito medico, a seconda delle vostre necessità.

Il fisioterapista:

Il Fisioterapista (già terapista della riabilitazione) è un professionista della Sanità in possesso del diploma di Laurea o titolo equipollente, che lavora, sia in collaborazione con il Medico e le altre professioni sanitarie, sia autonomamente, in rapporto con la persona assistita, valutando e trattando le disfunzioni presenti nelle aeree della motricità, delle funzioni corticali superiori e viscerali conseguenti ad eventi patologici, a varia eziologia, congenita o acquisita.

In riferimento alla diagnosi ed alle prescrizioni del medico, nell’ambito delle proprie competenze, il fisioterapista:

  1. elabora, anche in équipe multidisciplinare, la definizione del programma di riabilitazione volto all’individuazione ed al superamento del bisogno di salute del disabile;
  2. pratica autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive utilizzando terapie fisiche, manuali, massoterapiche e occupazionali;
  3. propone l’adozione di protesi ed ausili, ne addestra all’uso e ne verifica l’efficacia;
  4. verifica le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale.

Con la RSA a DOMICILIO di AES Domicilio, avrete diritto a tale figura professionale una volta a settimana, per eseguire programmi riabilitativi specifici, o al fine di mantenere e preservare al massimo la vostra funzionalità motoria.

L’educatore:

Ecco alcuni esempi di attività svolte dall’educatore:

  1. Accoglienza
  2. Stimolazione cognitiva
  3. Rimotivazione
  4. Orientamento autobiografico
  5. Stimolazione abilità manuali e sensoriali
  6. Contenimento dei disturbi comportamentali
  7. Promozione del lavoro d’equipe
  8. Organizzazione del Servizio socio-educativo
  9. Rappresentanza della strutturatoOrientamento equipe di lavoro nelle problematiche etiche relative alle scelte di fine vita
  10. Socializzazione
  11. Cura delle relazioni
  12. Interventi individuali

L’ottica è quella del mantenimento e del potenziamento, quando possibile, delle capacità, anche se residue, attraverso la progettazione e gestione di attività legate alla vita quotidiana, che hanno lo scopo di essere un tramite per raggiungere gli obiettivi educativi che ci si è posti.

Il momento della lettura del giornale, per esempio, è un modo per rimanere in contatto con quello che succede nel mondo in maniera critica e partecipata (funzione educativa), ma è anche un modo per mantenere le abilità cognitive raggiunte (funzione riabilitativa).

Anche le attività laboratoriali e creative mirano non solo a mantenere viva l’attenzione, la manualità, il gusto per il bello e l’utile, ma anche a proporre percorsi terapeutici che sono fondamentali per chi, come per esempio le persone con Alzheimer, sta perdendo pezzi di conoscenza e di vitalità.

Nei servizi e nelle realtà che si occupano di anziani, i laboratori di cucito, giardinaggio, cucina, pittura, manipolazione, … così come i laboratori teatrali o di espressività corporea, le attività motorie, i momenti di canto, di ballo, la partecipazione e l’organizzazione di feste, concerti, spettacoli, eventi, i momenti di gioco “tradizionale” (come la tombola, le carte o le bocce) sono importanti per dare un senso (un significato) alla propria giornata e al tempo, ma anche per rimanere in salute nel significato più ampio e completo del termine, attribuito dall’OMS.

Altri momenti importanti sono le uscite nel territorio o le visite ad altri luoghi al di fuori del nuovo ambiente di vita: sono occasioni per conoscere o riscoprire luoghi e culture, per fare nuove esperienze o per vivere emozioni e sensazioni passate.

Sempre più frequentemente, nelle residenze, l’educatore professionale propone attività che aiutano l’anziano a recuperare la propria biografia, che restituiscono senso alla propria esistenza e alle abilità e ai saperi di cui è portatore, anche ai fini di una trasmissione del sapere alle giovani generazioni. Molte delle attività che gli educatori propongono hanno come focus la trasmissione del sapere e la relazione fra generazioni. La longevità viene quindi vissuta nei servizio educativi e nella residenza, non come un peso, un problema, ma come ricchezza di saperi e valori per la comunità, in un’ottica di crescita, di condivisione, di scambio, di “prendersi cura”.

Di particolare rilevanza, sul piano educativo-riabilitativo, la gestione di persone con disturbi del comportamento: in queste situazioni l’educatore professionale propone attività individualizzate finalizzate al mantenimento, al recupero o alla convivenza sostenibile con il disturbo stesso: il recupero del contatto visivo, la modulazione del tono di voce, la predisposizione e l’uso di strumenti innovativi, fanno parte del bagaglio di conoscenze e di strumenti a disposizione per superare ostacoli e barriere che rendono difficile la vita quotidiana e la convivenza con le persone.

Ma non sempre la semplice riproposizione, il ripetersi di attività e di situazioni di vita, il continuo rimando al passato e agli anni “che furono” permette di assicurare un clima e un ambiente, delle esperienze che siano utili alla persona, per vivere bene. La richiesta di molte realtà e la concezione avvalorata da molteplici esperienze che l’anziano sia davvero risorsa nel territorio e nella comunità, attivo e non passivo nei servizi, protagonista e non semplice fruitore, richiede un recupero del gap tecnologico e conoscitivo. Le nuove tecnologie, le strumentazioni, i linguaggi moderni non devono essere una “lingua nuova e sconosciuta” per gli anziani, ma diventare una frontiera di conoscenza e di possibilità.

Con l’RSADOMICILIO di AES Domicilio, un educatore sarà a vostra completa disposizione, mettendo a disposizione anche la sua auto, per 9 ore settimanali da gestire sulla base delle vostre esigenze o programmi settimanali.

La neuropsicologa:

La Neuropsicologia è un’attività clinica di diagnosi e cura dei processi cognitivi, comportamentali, affettivi e relazionali, che, in seguito a lesione cerebrale o deterioramento progressivo, potrebbero manifestarsi come difficoltà anche nelle attività della vita quotidiana. Il Neuropsicologo è uno Psicologo con specifica competenza che interviene per verificare la presenza e l’entità dei deficit cognitivi e per strutturare specifici percorsi di intervento.

AES Domicilio offre la consulenza del Servizio di Neuropsicologia, coordinato dalla dottoressa Maria Grazia Inzaghi, come risorsa e supporto per le famiglie di pazienti con deficit cognitivo che spesso si trovano ad affrontare i cambiamenti dei propri cari senza comprendere la natura delle modificazioni del comportamento o senza avere precise indicazioni su come gestirli al meglio, evitando di compromettere le relazioni o addirittura di peggiorare i deficit stessi.

È un’opportunità per intervenire con programmi specifici al fine di recuperare, modificare o potenziare le abilità cognitive. Gli incontri possono essere realizzati nelle strutture messe a disposizione da AES , oppure anche al proprio domicilio.

CHE COS’È LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA?

La valutazione neuropsicologica ha come obiettivo di identificare, descrivere, quantificare i deficit cognitivi e comportamentali acquisiti dopo una lesione o disfunzione cerebrale. L’attività è rivolta a tutti i soggetti che evidenziano difficoltò cognitive in ambito neuropsicologico che possono riguardare: il linguaggio, la memoria, l’attenzione, le funzioni esecutive, il ragionamento, le capacità visuo-spaziali, le azioni, le emozioni e il comportamento.

A CHI È UTILE?

La valutazione neuropsicologica è indicata:

  • in seguito a gravi cerebrolesioni acquisite, di natura traumatica, anossica e vascolare : trauma cranico, esiti di arresto cardio-circolatorio, esiti di intervento neurochirurgico per emorragie cerebrali ,ecc
  • dopo cerebrolesione: ictus, emorragie cerebrali
  • quando si riscontrano malattie neurologiche/degenerative: Sclerosi Multipla, Malattia di Parkinson, ecc..
  • quando è in atto un decadimento cognitivo: demenze presenili e senili, Alzheimer, ecc.
  • in caso di accertamento di invalidità o di idoneità alla guida o all’utilizzo di armi oppure in ambito di medicina legale
  • prima di iniziare un reinserimento scolastico e lavorativo, al fine di valutare le effettive capacità nello svolgimento delle specifiche competenze richieste.
  • dopo un periodo di riabilitazione o di stimolazione in ambito neuropsicologico, per verificare l’efficacia dell’intervento e per pianificare le ulteriori strategie di affrontamento

L’intervento del Neuropsicologo trova indicazione anche quando il soggetto non ha una malattia conclamata ma le normali attività mentali quotidiane sono diventate difficoltose, la memoria è diminuita, prestare attenzione a lungo o pianificare le cose da fare diventa sempre più difficile. In questi casi una valutazione neuropsicologica può evidenziare eventuali aree che risultano più ‘deboli’ e fornire indicazioni per un potenziamento cognitivo mirato.

COME FUNZIONA?

La valutazione neuropsicologica si articola in diverse fasi:

  1. l’analisi della documentazione: cartelle cliniche, visite specialistiche, di esami come TAC, Risonanza Magnetica Nucleare, ecc
  2. un colloquio con un familiare volto alla valutazione dello stato psicologico generale, alla raccolta di informazioni mediche relative alla vita recente e remota del paziente, al suo comportamento, lo stile di vita, le sue abitudini ecc
  3. un colloquio con il paziente per indagare la sua percezione di malattia, le sue aspettative, le sue esigenze ecc
  4. la somministrazione dei test neuropsicologici. Si tratta di prove standardizzate, le quali prevedono che gli stimoli e le procedure di somministrazione siano definiti rigorosamente e la prestazione del soggetto sia comparata con quella di un campione di controllo; le prove valutano: le abilità di attenzione, memoria, ragionamento, linguaggio, lettura, scrittura, cognizione spaziale, ecc .
  5. la formulazione della diagnosi neuropsicologica, con la descrizione del funzionamento delle varie aree indagate;

la restituzione conclusiva sulla valutazione, tramite la stesura di una relazione che evidenzia le aree deficitarie ed eventualmente formula le strategie riabilitative e di intervento in ambito neuropsicologico.

Grazie alla plasticità cerebrale, il neuropsicologo può quindi intervenire in vari ambiti:

  • Riabilitazione Neuropsicologica: è un processo terapeutico rivolto al soggetto con danno cerebrale, per ridurre i deficit cognitivo/comportamentali, per migliorare la sua capacità di elaborare ed utilizzare le informazioni e per consentirgli un migliore reinserimento socio lavorativo. Consiste nella somministrazione di specifici esercizi per recuperare le abilità perse. Serve per ottimizzare il recupero delle abilità cognitive danneggiate (l’attenzione, la comunicazione, la memoria, le capacità visuo-spaziali, il ragionamento, le funzioni esecutive, ecc), facilitare le strategie che permettono di compensare i deficit e di migliorare la capacità d’adattamento del paziente. Dopo un’accurata valutazione neuropsicologica si costruisce un programma di intervento calibrato sul profilo del singolo soggetto che tiene conto delle abilità cognitive compromesse e di quelle preservate. Per ogni funzione si determina un piano di lavoro che dovrà essere svolto da personale specificamente addestrato e competente, per almeno 4 ore settimanali. Il piano di intervento deve essere costantemente monitorizzato per adeguare il livello di lavoro ai graduali miglioramenti che si evidenzieranno.
  • Stimolazione Cognitiva: è l’intervento in ambito neuropsicologico mirato a mantenere le abilità residue e ad evitare che l’effetto del decadimento cognitivo possa provocare ulteriore peggioramento. Dopo che la valutazione neuropsicologica ha consentito di costruire il profilo delle prestazioni in ogni ambito cognitivo, è implementato un programma di intervento che stimolando le funzioni ancora valide, evita un rapido declino delle prestazioni e protrae nel tempo l’autonomia della persona.
  • Potenziamento Cognitivo: è il progetto dedicato a coloro che pur mantenendo le funzioni mentali nei limiti della normalità, si accorgono di perdere abilità cognitive, di essere meno efficienti, e desiderano rallentare l’eventuale processo di invecchiamento o prevenire il deterioramento cognitivo.

In tutti gli ambiti, gli strumenti utilizzati sono esercizi informatizzati, ideati specificamente per l’intervento in ambito neuropsicologico, sviluppati in riferimento ad avanzati modelli cognitivi, che mirano a modificare: attenzione, cognizione spaziale, funzioni esecutive verbali e non verbali, memoria.

Gli studi sull’efficacia degli interventi di riabilitazione neuropsicologica documentano che i programmi più adeguati sono quelli che prevedono la possibilità di adattare gli esercizi alle caratteristiche di ogni paziente. Coerentemente con queste considerazioni, il progetto di intervento neuropsicologico si basa sul presupposto che l’esercizio debba essere sempre calibrato sulle difficoltà specifiche di ogni paziente. I programmi prevedono una gerarchia di complessità crescente: in tutti gli esercizi la difficoltà è modulabile a piccoli step per adeguare il livello di lavoro ai progressivi cambiamenti delle prestazioni del paziente e garantire costantemente efficaci sedute di riabilitazione. La vastità di repertori contenuta nei vari programmi rafforza l’effetto di generalizzazione e evita fenomeni di condizionamento, garantendo che l’eventuale miglioramento non sia imputabile all’abitudine a svolgere il medesimo compito ma costituisca un reale incremento delle funzioni esercitate.

L’esperienza decennale e le centinaia di soggetti che hanno beneficiato dei programmi hanno documentato che il ricorso agli esercizi informatizzati crea una positiva competizione del paziente con se stesso per migliorare i propri risultati, stimola la curiosità e la motivazione alla partecipazione. I pazienti stessi affermano che l’impiego del computer rende le sedute più dinamiche, più interattive e anche divertenti: c’è sempre un punteggio, un obiettivo da superare e questo positivo “effetto gioco” incoraggia ad impegnarsi maggiormente.

IL PROGETTO DI STIMOLAZIONE COGNITIVA DOMICILIARE PER VIA TELEMATICA PREVEDE IL RICORSO AD UN SERVIZIO DI TELEASSISTENZA MONITORIZZATA CHE:

  • Abilita la somministrazione di esercizi di stimolazione cognitiva a domicilio;
  • Propone un piano di training personalizzato mediato da strumenti informatici;
  • Rispetta l’organizzazione della famiglia: prevede sessioni di trattamento in giorni e orari compatibili con la presenza e la disponibilità di un assistente caregiver;
  • Garantisce il monitoraggio continuo della sessione di trattamento da parte di un Neuropsicologo con competenza specifica che funge da tutor, attraverso telepresenza iniziale o assistenza ‘on line’;
  • Miglioria l’efficienza e riduce notevolmente i costi del processo di somministrazione di esercizi cognitivi

I pazienti residenti al proprio domicilio che aderiscono al progetto, dopo una valutazione iniziale, eseguono esercizi di stimolazione cognitiva scelti e selezionati dal Neuropsicologo tutor sulla base del singolo profilo cognitivo. Il soggetto si avvale della presenza di un assistente (caregiver) che, seguendo le istruzioni fornite, lo agevola nelle operazioni di gestione del software. Il progetto prevede l’esecuzione di 3-4 sessioni settimanali di un’ora ciascuno. Gli esercizi possono essere somministrati nei tempi che sono più congeniali all’organizzazione della famiglia. Il Neuropsicologo tutor a distanza controlla i risultati e sulla base delle variazioni ottenute, modifica il piano di lavoro inserendo nelle sedute successive gli esercizi più adeguati.