Infarto miocardio silente

Infarto al miocardio silente

L’INFARTO MIOCARDICO SILENTE

Il cuore è costituito da un muscolo, il miocardio, e dalle arterie coronarie responsabili dell’irrorazione sanguigna. Quando una di queste arterie si occlude, a causa di deposito di colesterolo e formazione di placche aterosclerotiche, blocca l’afflusso di sangue in un determinato distretto cardiaco provocandone un’ischemia e un infarto. AES Domicilio consiglia di affiancare ad un anziano a rischio infarto un servizio di Residenza Sanitaria assistenziale a domicilio. Scopri tutti i servizi di assistenza agli anziani di AES

Secondo i dati, le malattie del sistema circolatorio causano un numero di morti pari al 41,1% del totale dei decessi. Una proporzione così elevata è dovuta in parte al processo di invecchiamento della popolazione e alla scarsa natalità che ha caratterizzato il nostro Paese negli ultimi anni.

Decessi per infarto miocardico silente

Per le malattie ischemiche del cuore (infarto del miocardio, altre forme acute e subacute di cardiopatia ischemica, infarto miocardico pregresso, angina pectoris e altre forme croniche di cardiopatia ischemica), si registrano decessi pari al 32% circa del totale delle morti per malattie del sistema circolatorio.

Infarto al miocardio: fattori di rischio

Tra i fattori più significativi dell’infarto miocardico silente ricordiamo:

  • l’età (il rischio cresce con gli anni);
  • Il sesso (l’incidenza è maggiore tra gli uomini, ma dopo la menopausa il rischio si equipara);
  • la familiarità (la probabilità è maggiore se in famiglia ci sono casi di eventi cardiovascolari precoci, cioè a meno di 55 anni per gli uomini e a meno di 65 anni per le donne).

Alcuni attacchi cardiaci si manifestano in maniera improvvisa e intensa. Non lasciando quindi alcun dubbio, nel soggetto colpito, di che cosa stia accadendo.

Infarto e sintomi

In questo caso i sintomi sono molto intensi e sono prevalentemente associati a forti dolori al petto, o allo stomaco. Il dolore può estendersi anche al braccio, al dorso, alla mandibola, alla spalla e alla nuca. Viene spesso associato a sudorazione, nausea, respiro corto e perdita di coscienza. Quando è in corso un infarto vero e proprio, molti pazienti hanno descritto il dolore al petto come il peggior dolore mai provato, accompagnato da uno stato di forte agitazione. Molti altri, invece, cominciano lentamente con lieve dolore o sensazione di disagio.

Stiamo parlando di quello che viene definito “infarto silente”. Questi sintomi non sono facilmente associabili a una malattia cardiaca ed è per questo che spesso tendono a essere ignorati o sottovalutati; chi ne viene colpito aspetta troppo tempo prima di chiedere aiuto. Si tratta dei cosiddetti infarti silenti o paucisintomatici (con pochi sintomi) che appunto non provocano dolore significativo e vengono scoperti solo se si effettua un elettrocardiogramma. Di solito avvengono più frequentemente negli anziani e nei diabetici.

Infarto cosa fare

Molto spesso sappiamo già cosa fare e come prevenire, ma tendiamo a trascurare quei piccoli gesti quotidiani che sono necessari per uno stile di vita sano: nei confronti di un anziano sarebbe opportuno garantire una guida giornaliera da parte di un professionista affinchè prenda le opportune
accortezze.

Testamento Badante

Testamento badanti: perché gli anziani lasciano soldi alle badanti

Anziani e testamento badante

La morte di qualunque persona determina l’apertura della successione. Tutti i rapporti patrimoniali sia attivi, – crediti-, che passivi – debiti-, di cui era titolare il defunto vengono distribuiti a determinate persone. Ciò avviene in relazione a determinate quote a seconda dell’esistenza di un rapporto di parentela ovvero a seconda di quanto previsto nel testamento. AES Domicilio offre servizi di residenza sanitaria assistenziale a domicilio e ha a cuore l’informazione di anziani, badanti e famiglia dell’anziano. Ecco perché ci occupiamo, tra le altre cose, di fornire corsi di formazione per badanti. Il nostro obiettivo è quello di rendere la badante consapevole del suo ruolo, importante e temporaneo nella vita dell’anziano. La badante infatti non è un familiare, ma conosce l’anziano solo nel momento in cui per lui non èpiù possibile vivere in autonomia.

Nel nostro ordinamento, infatti, ci sono due tipi di successioni:

  • La successione legittima: è la distribuzione dell’eredità che trova la sua fonte nella legge e non invece nella volontà del defunto. Se il defunto non aveva fatto testamento, o il testamento non è valido, allora è la legge che prevede a quali soggetti ed in quale quantità verranno distribuiti i debiti ed i crediti ereditari.
  • La successione testamentaria. Con il testamento un soggetto individua le persone a cui attribuire il proprio patrimonio. Il testatore potrà attribuire un bene ad una determinata persona anche se non legata da vincoli di parentela. Potrà attribuire un bene a più persone decidendo le quote di proprietà di ciascuno. Potrà costituire un usufrutto, ma potrà anche pretendere dai propri successori determinati comportamenti, come spesso accade per le disposizioni sulla sepoltura ma come potrebbe accadere anche con riguardo al compimento di altre attività .

Forme di testamento e perché a volte viene redatto il testamento badante

Ci sono varie forme di testamento, ma le più comuni sono il testamento cd. pubblico e quello olografico. Con il testamento pubblico le ultime volontà vengono raccolte da un notaio. Con il testamento olografo, che ha pari valore del testamento pubblico, il testatore deve esprimere per iscritto di proprio pugno le sue ultime volontà. In questo caso dovrà datare di proprio pugno la scrittura e, ovviamente, sottoscriverla avendo cura di conservarla integra in ogni sua parte.

In caso di testamento gli eredi devono attenersi a quanto deciso e dovranno dunque suddividere i suoi averi in base a quanto da lui previsto.

La quota legittima del testamento

Il testatore, tuttavia, non è completamente libero di disporre del suo patrimonio. La legge, infatti, tutela i parenti più prossimi riservando loro una parte di eredità, che non può esser sottratta nemmeno con testamento. Il codice civile agli artt. 536 e seg. c.c. riserva ai figli, al coniuge ed agli ascendenti (eredi legittimari) una quota indisponibile che varia a seconda di quanti altri eredi legittimari vi siano. In altre parole gli eredi legittimari non possono essere arbitrariamente “diseredati”.

Qualora il defunto abbia violato tali disposizioni sottraendo al successore legittimario parte della propria quota di eredità, allora il famigliare potrà e dovrà agire dinanzi al Giudice per ottenere una integrazione di quanto avuto con conseguente riduzione della quota attribuita in eccedenza al terzo .

Testamento badante: una scelta dell’anziano

Il caso ricorrente in molte famiglie è quello della badante che si è occupata del vecchietto durante gli ultimi anni della sua vita e che si trova ad essere beneficiaria di un intero patrimonio, donatogli con testamento. In questo caso spesso i famigliari temono che le volontà dell’anziano siano state condizionate dalla badante. Come dimostrare che invece proprio l’anziano ha voluto donare i propri averi alla badante, senza lasciare l’intero patrimonio ai figli?

Dimostrarlo è molto difficile. Spesso queste liti determinano situazioni spiacevoli. Ecco perché la cosa migliore sarebbe stabilire nel testamento dell’anziano ancora in vita le regole con cui verrà distribuita l’eredità.

Invecchiamento cutaneo

Invecchiamento della pelle negli anziani

INVECCHIAMENTO DELLA PELLE: QUALI SONO LE CAUSE E QUALI I RIMEDI

A partire dall’età di 30 anni, la pelle perde man mano la sua capacità di trattenere acqua e la sua elasticità: le rughe ne sono l’evidenziazione. L’invecchiamento biologico è il principale responsabile dei processi degenerativi tissutali; la formazione delle prime rughe prende origine dai continui e involontari movimenti che quotidianamente il nostro viso compie, attraverso la contrazione e la distensione dei muscoli sottostanti (rughe d’espressione). In un altro articolo abbiamo parlato anche dell’importanza dell’alimentazione degli anziani. Oggi ci soffermiamo sulla pelle. Perché vengono le rughe?

Poichè il derma perde con il tempo la sua capacità elastica di decontrazione, si forma la ruga. Questo primo stadio di invecchiamento cutaneo, che viene anche definito mioinvecchiamento, si localizza generalmente sulla fronte, ai lati della bocca e fra le sopraciglia. A volte inizia anche prima dei trent’anni.

Invecchiamento della pelle a 40 anni

Intorno ai 40 anni, anche il rinnovamento cellulare rallenta e si manifesta in superficie con pelle opaca e spenta, rilievo cutaneo non uniforme e comparsa di piccole rughe. Nel contempo il film idro-lipidico, la principale barriera protettiva della pelle, si assottiglia e ciò determina secchezza e disidratazione; diminuisce la produzione di elastina e collagene che comporta una perdita di elasticità e compattezza cutanea.

La pelle a 50 anni

A partire dai 50 anni, periodo che generalmente corrisponde, nella donna, alla menopausa, subentrano inoltre fattori ormonali che influiscono negativamente sul rinnovamento cutaneo, sull’idratazione, accelerano la perdita di collagene e di fibre elastiche e inducono un’anomala distribuzione della melanina. I tessuti in superficie si presentano avvizziti, rilassati, come svuotati, fino a cambiare l’aspetto del viso.

Invecchiamento della pelle e cause naturali

Possiamo operare una distinzione fra cause naturali e fattori ambientali che intervengono nell’invecchiamento cutaneo. Le cause naturali sono da rapportare al fatto che il nostro organismo comincia a produrre in quantità minore sostanze fondamentali per la pelle:

  • minore produzione di collagene, che fa diventare la pelle più secca e ruvida,
  • inferiore produzione di elastina, con la pelle che ha più difficoltà nel distendersi nuovamente dopo un cambiamento,
  • scarsa produzione di melanina, che ha come conseguenza la comparsa di macchie scure.

Fattori ambientali di invecchiamento

Per quanto riguarda i fattori ambientali, invece, possiamo individuare i seguenti:

  • esposizione ai raggi del sole o alle lampade solari,
  • inquinamento, che impedisce la respirazione e l’idratazione della pelle,
  • fumo, abuso di alcol, stress, alimentazione non bilanciata, specialmente quando non si introducono nell’organismo importanti sostanze come le vitamine e i sali minerali.

Rimedi contro l’invecchiamento cutaneo

Per contrastare l’invecchiamento della pelle è opportuno operare dei cambiamenti nel proprio stile di vita, evitare di esporsi al sole senza un’adeguata protezione, evitare il fumo e l’alcol, portare avanti un’alimentazione equilibrata, svolgere attività fisica con regolarità, prendersi cura dell’igiene della pelle, attraverso una detersione quotidiana.

Gestire malato terminale

Come assistere e gestire un malato terminale

Gestire un malato terminale

Se consideriamo la malattia, essa è una situazione di alterazione delle normali funzioni della persona, che si manifesta attraverso segni caratteristici particolari, detti sintomi. AES Domicilio offre servizi di assistenza a domicilio per malati terminali. Siamo attivi anche sulla provincia di Monza e Como con servizi di badante per anziani e disabili.

Il vissuto di una malattia dipende dalla gravità, dalla tipologia e modalità di insorgenza e dal momento in cui si verifica. Non solo; molto fa la personalità e l’equilibrio psico-sociale del paziente, le capacità della famiglia e dell’ambiente socio sanitario di rispondere alle sue esigenze.

Perché assistere un malato terminale in modo continuo

L’esigenza di offrire assistenza domiciliare alle persone malate è nata da un’attenta analisi dei problemi legati alla malattia terminale. Vi sono risvolti umani, oltre che medici. Partendo dalla certezza dell’inguaribilità e della prognosi negativa a breve termine, la ricerca della qualità dell’intervento ha assunto sempre maggiore importanza divenendo prioritaria rispetto al criterio quantitativo. Si è compreso il limite implicito nel perseguire a qualunque costo, fisico, psichico e morale, la sopravvivenza del paziente.

Prendersi cura della persona, prima ancora che del malato, e dei suoi sintomi. Privilegiare la qualità della sua vita nei giorni della sofferenza, preparando lui e i suoi familiari a una quanto più possibile serena accettazione dell’ineluttabilità di quell’evento naturale che è la morte, sono diventati, nella professione dell’operatore sanitario al domicilio, un dovere e un obiettivo per ottimizzare il proprio lavoro.

L’assistenza al malato terminale e il traguardo di AES

Fino alla fine degli anni Settanta, il malato veniva seguito unicamente in ambiente ospedaliero. Più avanti, il ricorso alla reperibilità telefonica dei medici è stato certamente il primo passo verso il traguardo della globalità dell’intervento assistenziale.

Non bisogna dimenticare che il malato terminale soffre anche, e a volte principalmente, per i vissuti di stanchezza, ansia, paura, depressione e isolamento che accompagnano e spesso aumentano il dolore. La necessità di soddisfare adeguatamente, tramite il servizio di assistenza al domicilio, le sue esigenze legittime non ha comunque fatto dimenticare, negli anni seguenti, l’obbligo a un controllo altrettanto attento della qualità delle cure.

L’equipe di AES per il malato terminale

Da un lato, pertanto, è stata approfondita e affinata la capacità dei vari componenti dell’équipe assistenziale di AES Domicilio. Medico, psicologo e assistente sociale agiscono in modo coordinato, sinergico e tempestivo. Dall’altro si è lavorato per chiarire ulteriormente i problemi ed evidenziare le loro possibili soluzioni.

Siamo convinti che la presenza costante di una badante possa, per il malato che lo desidera, essere di grande aiuto in un momento così difficile. Circondarsi di persone e cose dotate di grande valore affettivo, può divenire così determinante da ridurre non solo i sentimenti di ansia e depressione, ma anche la sofferenza fisica.

Badante misurazione pressione

Badante e misurazione della pressione

LE MANSIONI DELLA BADANTE: UN’ANALISI SULLA PRESSIONE ARTERIOSA

Come sappiamo molteplici sono le mansioni della badante e i compiti che è chiamata a svolgere durante la cura dell’anziano. Tra questi abbiamo la misurazione della pressione arteriosa. AES si occupa di assistenza sanitaria e RSA a domicilio.
La pressione arteriosa è determinata da tre fattori principali:

  • la quantità di sangue che viene immessa in circolo durante la sistole e sua viscosità
  • la forza di contrazione del cuore
  • le resistenze offerte dai vasi (arterie e vene) al passaggio del flusso sanguigno;

Questi tre elementi subiscono un controllo esterno mediato soprattutto da stimoli ormonali e nervosi. Il nostro corpo è infatti in grado di regolare autonomamente la pressione cardiaca in base alle esigenze metaboliche dei vari organi. A causa dei ritmi circadiani la pressione arteriosa varia durante la giornata, raggiungendo i valori massimi durante la prima mattinata e nel tardo pomeriggio. Se cerchi un’infermiera professionista capace anche di misurare la pressione scopri il nostro servizio infermieristico a Lecco.

La badante misura la pressione del sangue

La pressione del sangue deve rimanere entro un range di valori prestabiliti per assicurare ossigeno e nutrienti a tutti i tessuti. Tale intervallo varia dai 75 agli 80 mmHg per la pressione minima e dai 115 ai 120 mmHg per la pressione massima.

Al di sotto di questi valori il sangue non viene immesso in circolo in maniera efficace ed i tessuti periferici tendono a ricevere meno ossigeno e nutrienti. Il senso di vertigini, vista annebbiata e svenimento avvertito da chi soffre di pressione bassa è proprio dovuto al ridotto apporto di ossigeno alle cellule del cervello. Anche le persone “sane” si accorgono di questi effetti quando, per esempio, si alzano di colpo dalla posizione coricata (ipotensione ortostatica).

La badante e gli sbalzi di pressione

In questi casi si verifica un brusco calo di pressione dovuto alla forza di gravità che richiama il sangue nei vasi inferiori determinando al tempo stesso un temporaneo iperflusso di sangue a livello locale. In condizioni normali i vasi rispondono a questo fenomeno contraendosi ed ostacolando quindi il flusso verso il basso; allo stesso tempo l’aumento di pressione è favorito dall’accelerazione del battito cardiaco.

Quando un soggetto soffre di ipertensione le pareti vasali sono costrette a sopportare forti sollecitazioni che, quando diventano particolarmente elevate, possono provocarne la rottura. Ciò predispone l’individuo all’arteriosclerosi e ai pericolosi danni d’organo che coinvolgono generalmente reni, cuore, vasi, cervello ed in alcuni casi anche l’occhio.
Il cuore, tanto per citare un esempio si trova costretto a contrarsi contro una resistenza elevata e può “cedere” (infarto) per l’eccessivo sforzo.

Le informazioni per la badante che misura la pressione

Queste informazioni sono fondamentali per chi, come la badante, deve prendersi cura dei vostri cari ed è per questo che curiamo l’apparato formativo ed informativo: l’eccellenza del nostro mestiere sta nella trasparenza e nella professionalità.

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Residenza sanitaria assistenziale tra legge e burocrazia

RSA TRA LEGGE E BUROCRAZIA

AES Domicilio è una cooperativa sociale che offre servizi di Residenza sanitaria assistenziale a domicilio. In data 31 maggio 1994 l’On. Maria Pia Garavaglia, Ministro della sanità, ha trasmesso agli Assessori alla sanità delle Regioni e delle Province autonome di Bolzano e Trento le linee guida sulle residenze sanitarie assistenziali con i punti salienti della lettera che riportiamo:

  • Si trasmettono, in allegato, linee-guida per la definizione degli aspetti organizzativo-gestionali delle Residenze Sanitarie Assistenziali: tale studio si propone come un fattivo contributo a un obiettivo nazionale primario: garantire livelli di ospitalità uniformi su tutto il territorio.
  • Nel confermare che la RSA rappresenta la collocazione residenziale dell’anziano e del soggetto disabile non assistibili adeguatamente a domicilio, si sottolinea come le Residenze facciano parte integrante della rete dei servizi territoriali di primo livello.
  • Ciò non toglie però che le attività che vi si svolgono non siano adeguatamente integrate con quelle del comparto sociale: pertanto la RSA si colloca in una posizione particolare e sostanzialmente diversa sia delle unità operative ospedaliere geriatriche, di riabilitazione e di lungodegenza, sia dalle attuali residenze extraospedaliere (case di riposo, case albergo, ecc.) che hanno per gran parte valenza sociale.
  • Il processo di integrazione fra sanitario e sociale si realizza a livello istituzionale mediante protocolli d’intesa tra la U.S.L. e l’Ente locale, e/o con enti privati con o senza scopo di lucro e il volontariato, nell’ambito della normativa nazionale e regionale.
  • Non meno importante è anche una stretta connessione funzionale tra la RSA e l’ospedale di riferimento: in particolare, la collaborazione tra gli operatori delle due strutture facilita sia il lavoro all’interno dei due servizi sia la dimissione programmata, con ripercussioni favorevoli anche sulla riduzione dei ricoveri ospedalieri impropri e della durata delle degenze.

RSA: LINEE-GUIDA E INDIRIZZI SUGLI ASPETTI ORGANIZZATIVI E GESTIONALI DELLE RESIDENZE SANITARIE ASSISTENZIALI

Le modifiche al decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502/92 introdotte con il decreto legislativo 7 dicembre 1993 n. 517/93, impongono una complessiva ridefinizione della funzione della rete dei servizi sanitari. In particolare si richiede un maggiore sviluppo di presidi e servizi extraospedalieri per rispondere alla domanda di riabilitazione e di lungo-assistenza espressa dagli anziani, dai disabili e comunque dai soggetti non autosufficienti, non curabili a domicilio.

La ridefinizione organizzativa dei servizi, per essere in sintonia con le esigenze dei cittadini, deve basarsi su un continuum di cure sanitarie e servizi sociali che rispondano alle esigenze poste dalla collettività, ed in particolare a quelle di soggetti non autosufficienti i cui bisogni sanitari sono inscindibili da quelli assistenziali e determinano diversi gradi di dipendenza ai quali è necessario rispondere con offerte di sostegno domiciliare, semi residenziale e residenziale.

Nell’ottica dell’organizzazione dei servizi in una rete funzionalmente integrata la tutela sanitaria si integra con l’assistenza sociale, la solidarietà del volontariato e le cure familiari.

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Esercizi mentali per anziani in casa di riposo

Esercizi mentali per anziani in casa di riposo

AES Domicilio è una cooperativa sociale che offre servizi di RSA assistenza sanitaria a domicilio per anziani e disabili. Siamo una realtà solida e operiamo nelle provincie di Lecco, Como, Monza e Milano. Oggi vogliamo parlarvi delle attività svolte dagli anziani nelle case di riposo. É fondamentale per l’anziano fare esercizi che riescano ad attivare le capacità intellettive e operative mentali, per pensare capire e ricordare. Più il cervello funziona, più lavora e meno si rovina, meno si deteriora. Ció deve avvenire in maniera costante e continua, come si fa con il movimento del corpo. Per fare ció é necessario un lavoro operativo. In pratica la mente deve fare operazioni mentali di: confronto, associazione, elaborazione, assimilazione, seriazione, classificazione, rappresentazione e di memoria. Quest’ultima intesa non come ricordo automatico di una cosa, ma di assimilazione, di collegamento di un dato con altri dati.

In pratica si tratta di trovare qualcosa in un ordine logico che si è dato, ritrovare una cosa in un ordine di una stanza. Ad esempio se abbiamo tutto in ordine, armadi, cassetti, secondo una categoria specifica, allora riusciamo a ritrovare sempre quello che cerchiamo, anche se non lo vediamo più, anche se non lo ricordiamo più. Fare memoria vuol dire quindi ritrovare in noi stessi l’ordine delle cose.

Gli esercizi per la mente

Per fare tutto ciò non servono esercizi specifici e complessi, ma si possono fare e attivare anche con semplici giochi che tra le altre cose non vengono vissuti come recupero di un handicap ma come un passatempo e come divertimento. In più permette di sorridere dei propri errori e di imparare da questi senza che ciò crei ansia e angoscia dei risultati, non è, infatti, un percorso freddo, anonimo, tecnico, medicalizzato perché al centro c’è il cuore, l’emozione e la gioia dell’incontro con l’altro, c’è il ridere, la simpatia, l’empatia, la condivisione. Giochi semplici, pratici, che costano molto poco e che si trovano anche on-line, da fare anche a tavolino.

Gli esercizi mantengono giovani

Gli Anziani non si maltrattano, si celebrano, si accompagnano nei loro anni più difficili, si festeggiano, si ascoltano, si osservano. Sono linfa vitale della nostra famiglia, vanno curati e rispettati con gioia e dedizione. Per tutto questo è necessario accompagnare il vostro affetto con la presenza assidua di uno specialista che sappia cogliere ogni bisogno, ogni mancanza o richiesta.

I servizi socio-sanitari sono finalizzati a rafforzare l’autonomia individuale, a prevenire la non autosufficienza, a mantenere quanto più possibile la persona nel proprio agio, assicurando assistenza qualificata. Preservare il loro passato, i loro insegnamenti, e cercare di rendere il meno difficile possibile gli ultimi anni sono le missioni che ogni equipe deve perseguire in quanto obiettivo da raggiungere addirittura ogni costo.

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I requisiti di una casa di riposo

I requisiti che una casa di riposo deve possedere per ospitare degli anziani

Scegliere una casa di riposo per un anziano non è semplice e, se si tiene conto delle liste d’attesa e degli aspetti burocratici potrebbe essere una buona soluzione pensare ad una RSA a domicilio. Per le case di riposo per anziani si devono rispettare i requisiti minimi strutturali e organizzativi per l’autorizzazione all’esercizio dei servizi e delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale così come definiti dal D.M. n.308 del 21/5/2001 (art.5).

Parametri organizzativi di una casa di riposo

Esso prevede:

  • ubicazione: in luoghi abitati facilmente raggiungibili con l’uso di mezzi pubblici, comunque tale da permettere la partecipazione degli utenti alla vita sociale del territorio e facilitare le visite agli ospiti delle strutture, salvi i motivi di sicurezza;
  • assenza di barriere architettoniche in relazione alle caratteristiche delle strutture e dell’utenza accolta;
  • dotazione di spazi destinati ad attività collettive e di socializzazione distinti dagli spazi destinati alle camere da letto, organizzati in modo da garantire l’autonomia individuale, la fruibilità e la privacy;
  • presenza di figure professionali qualificate in relazione alla tipologia del servizio prestato ed alle caratteristiche ed ai bisogni dell’utenza ospitata;
  • individuazione di un coordinatore responsabile della struttura e del servizio prestato;
  • uso di un registro degli ospiti;
  • organizzazione delle attività nel rispetto dei normali ritmi di vita degli ospiti;
  • adozione di una Carta dei servizi sociali, nella quale siano indicati, fra l’altro, i criteri per l’accesso, le modalità di funzionamento della struttura, le tariffe praticate con indicazione delle prestazioni ricomprese.

Parametri strutturali minimi di una casa di riposo

Lo stesso Decreto Ministeriale definisce anche altri parametri che le strutture in questione devono rispettare:

  • capacità ricettiva
  • camere da letto singole e doppie;
  • servizi igienici bagni collegati alle camere in numero di 1 ogni camera, di dimensioni tali da permettere l’ingresso e la rotazione delle carrozzine; servizi igienici collegati agli spazi comuni in numero minimo di due, di cui almeno uno attrezzato per la non autosufficienza;
  • presenza di una linea telefonica a disposizione degli ospiti;
  • locali adeguati alle modalità organizzative adottate per il servizio lavanderia, guardaroba e ristorazione;
  • un ascensore in strutture distribuite su più di un piano;
  • locale per deposito biancheria sporca;
  • campanelli di chiamata in ogni posto letto;
  • protezione antisismica (per le strutture autonome);
  • protezione antincendio;
  • protezione acustica;
  • sicurezza e continuità elettrica;
  • sicurezza antinfortunistica;
  • igiene nei luoghi di lavoro;

Fattori organizzativi della casa di riposo

È prevista la presenza di figure professionali qualificate in relazione alla tipologia di servizio erogato, secondo standard definiti dalle Regioni; di un coordinatore responsabile del servizio; dell’adozione, da parte del soggetto erogatore, di una Carta dei servizi sociali comprendente la pubblicizzazione delle tariffe praticate con indicazioni delle prestazioni ricomprese; dell’adozione di un registro degli utenti del servizio con l’indicazione dei piani individualizzati di assistenza.

In ogni caso, bisogna permettere la somministrazione dei pasti; l’assistenza tutelare diurna e notturna da parte di personale socio-assistenziale; le attività aggregative e ricreativo culturali; le eventuali prestazioni sanitarie programmate in relazione alle specifiche esigenze dell’utenza ospitata.

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L’equipe multidisciplinare della casa di riposo

L’ EQUIPE MULTIDISCIPLINARE IN UNA CASA DI RIPOSO

Al fine di garantire una permanenza serena degli anziani all’interno di una casa di riposo o di una residenza sanitaria assistenziale, è necessario mettere al centro il paziente. per lui sarà necessario valorizzare l’aspetto fisico, mentale e sociale per farlo sentire a proprio agio. La scelta dell’equipe della casa di riposo costituisce un momento fondamentale dell’organizzazione: è infatti al suo interno che si programmano le attività terapeutiche riabilitative per gli anziani.

E’ composta da:

  • Capo Asa che si riunisce settimanalmente con il compito di individuare il profilo degli Ospiti da accogliere e da avviare ai servizi dell’Ente; stilare i Programmi Terapeutici Individuali; riscontrare l’esatta appartenenza degli anziani ai nuclei in una logica complessiva delle caratteristiche del nucleo e formulare proposte per il miglioramento della qualità di vita degli Ospiti e del personale. Il Servizio è svolto da quattro Capo ASA che operano in stretta collaborazione con l’Infermiere professionale e svolgono funzione di collegamento con altri servizi.
    Il Capo Asa è il primo referente dei Familiari, gestisce le risorse umane ai piani assicurando, anche in caso di imprevisti, la continuità assistenziale. Collabora alla formulazione del Piano di Assistenza Individuale. Oltre alle funzioni proprie del ruolo i Capo Asa svolgono giornalmente assistenza diretta all’Ospite.
  • Il DIRETTORE che ha poteri gestionali, ha la responsabilità generale e dirige il personale dipendente dando attuazione agli indirizzi ricevuti dal Consiglio di Amministrazione.
  • Il SEGRETARIO AMMINISTRATIVO CONTABILE che è responsabile della contabilità della Fondazione, compila i bilanci preventivo e consuntivo, si occupa della riscossione delle rette.
  • Gli ASSISTENTI DI DIREZIONE che coadiuvano il direttore, occupandosi del rapporto con i volontari, della manutenzione e degli acquisti vari.
  • Il COORDINATORE RESPONSABILE che è il responsabile della qualità del servizio per gli anziani ed è il referente per i familiari degli ospiti. Si occupa del coordinamento tra le varie figure professionali per il benessere e la qualità della vita degli ospiti.

Gli operatori a contatto con i pazienti

  • Gli OPERATORI ADDETTI ALL’ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA (OSS) sono gli operatori a contatto tutti i giorni con gli anziani, dei quale si prendono cura nei loro bisogni primari.
  • Gli INFERMIERI si occupano della tutela della salute, delle procedure di somministrazione farmaci, medicazioni, monitoraggio dei parametri e lavorano in collaborazione con il Responsabile Sanitario e il medico.
  • Il RESPONSABILE SANITARIO (R.A.S.) è un infermiere responsabile di coordinare l’attività sanitaria con particolare attenzione al rapporto coi medici di medicina generale e specialisti e con le famiglie degli ospiti, all’organizzazione del rifornimento farmaci e ausili sanitari, alla prevenzione in materia di salute.
  • I MEDICI DI STRUTTURA sono 2 medici di medicina generale, che hanno accesso programmato nella casa sulla base di una convenzione. Hanno la responsabilità dell’assistenza medica degli anziani del Centro Residenziale. (Queste figure riguardano gli anziani della Casa Residenza)
  • I TERAPISTI DELLA RIABILITAZIONE si occupano della riabilitazione individuale degli anziani in palestra o nelle camere degli ospiti e in altri luoghi comuni, in accordo col medico di base della struttura e col medico fisiatra
  • Gli ANIMATORI organizzano attività che permettono la socializzazione e la stimolazione degli interessi e delle capacità degli anziani. Si occupano della raccolta delle storie di vita individuali, che trasmettono anche agli altri operatori, per l’organizzazione di una migliore assistenza centrata sulla persona.
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Cosa fa un anziano in casa di riposo?

Attività interne della casa di riposo

La residenza sanitaria assistenziale per gli anziani deve essere programmata per rispettare le esigenze e i bisogni dell’anziano o del disabile. AES Domicilio è in grado di “confezionare” una RSA su misura, capace di curare la salute fisica, il benessere mentale e la socialità dell’anziano.

Attività delle case di riposo

Una volta che i vostri cari siano stati inseriti nella casa di riposo sarà necessario integrarli per garantire una più piacevole possibile permanenza. Tra le attività si ricordino:

  • Terapia di riorientamento alla realtà (ROT): utile per rafforzare le informazioni di base dell’anziano relative alle coordinate spazio-temporali e alla loro storia personale
  • Training cognitivi: che consistono in esercizi per stimolare la memoria a breve e lungo termine; l’attenzione; le abilità linguistiche; la prassia; il calcolo; la lettura; la scrittura;
  • Terapia occupazionale: consiste nell’uso delle attività della cura della propria persona, del gioco e del lavoro per aumentare l’indipendenza e/o prevenire la disabilità;
  • Terapia di reminiscenza: consiste nell’utilizzare le memorie personali e autobiografiche; i ricordi di situazioni/luoghi/eventi, al fine di aiutare gli anziani a ritrovare nella ricostruzione del loro passato una maggiore integrità di sè favorendo un miglioramento dell’autostima e del tono
    dell’umore;
  • Terapia di validazione: è una tecnica che aiuta l’anziano colpito da una demenza moderata o grave ad esprimere i sentimenti collegati a conflitti irrisolti del passato. Tramite l’ascolto il terapista cerca di conoscere la visione della realtà dell’anziano e immedesimandosi nel suo “mondo” cerca di capirne i comportamenti, sentimenti ed emozioni, evitando di ricondurre l’anziano nella realtà attuale. Tutto ciò al fine di creare contatti emotivi significativi, di restituire stima di sé, ridurre le tensioni, migliorare il tono dell’umore, impedire di chiudersi in sé stessi;
  • Colloqui di sostegno: attraverso gruppi di supporto o incontri individuali si aiutano gli anziani ad affrontare e superare i vari avvenimenti stressanti da cui possono essere colpiti, rivitalizzando e aumentando le pre-esistenti capacità adattive;
  • Attività di socializzazione: caratterizzate da uscite; feste; progetti di collaborazione con le strutture presenti sul territorio.

Attività svolte in casa di riposo: i risultati

Attraverso tali strumenti si tende cioè a rimotivare i vostri cari stimolandoli a relazionarsi con gli altri, affrontare e discutere argomenti del mondo circostante necessitando tuttavia di una socializzazione strutturata. Si parla di rimotivazione nel senso di rivitalizzare l’interesse per gli stimoli esterni.